"Basta animali nei circhi italiani", la Lav scende in piazza

La Lav a sostegno di un disegno di legge del Governo che prevede la graduale dismissione degli animali nei circhi

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C’è un disegno di legge del governo che, nell’attuale formulazione, prevede la graduale dismissione degli animali nei circhi.
La Lav scende in piazza a sostegno di questa proposta e ha lancia anche una petizione a sostegno del disegno di legge del Governo (il 2287-bis) sulla disciplina dello spettacolo.

Secondo le stime della Lav, nel 2010 i circhi italiani impiegavano circa 2000 animali. Anche se, come riporta l’Andkronos, si tratta di una stima realizzata in assenza di dati certi: non esiste infatti un registro-anagrafe nazionale di accesso pubblico degli animali utilizzati nei circhi né sono accessibili i dati ufficiali sul numero dei circhi registrati in Italia, inoltre gli animali e le loro esibizioni possono venire affittati a diverse strutture circensi o ceduti da una struttura all’altra. E a questo si aggiungono i numerosi cambiamenti delle insegne circensi e delle società.

E ormai il 71% degli italiani vorrebbe vietare l’utilizzo degli animali nei circhi.

Sempre secondo le stima della Lav, tra gli animali impiegati nei circhi ci sarebbero: 400 equidi, soprattutto cavalli, ma anche pony e asini, e circa 50 zebre; 80 bovidi, tra cui una decina di bisonti; 140 tra cammelli e dromedari; 60 lama, 9 giraffe, 6 rinoceronti, 20 ippopotami, 50 elefanti; 160 tigri, comprese tigri bianche e rosa; 60 tra leoni ed altri felini; 40 tra struzzi, emù, ecc.
E ancora: 350 volatili di cui la maggioranza pappagalli, ma anche rapaci, notturni, avvoltoi; dai 70 agli 80 mammiferi di vario genere; 100 cani, 20 mammiferi marini (otarie, etc.), 60 pinguini; 400 rettili, tra cui 250 serpenti (prevalentemente pitoni, boa e anaconda) e 50 tra coccodrilli e alligatori; 200 i pesci stimati, in gran numero piranha.

Se vietassimo il loro utilizzo per lo spettacolo, che fine farebbero questi animali? Secondo la Lav, basterebbe valorizzare i Centri di recupero per animali esotici e non, di proprietà dello Stato a seguito di sequestri e confische dovute per legge. Indispensabile, quindi, un adeguato sostegno pubblico ai Centri di accoglienza che ospitano gli animali e la creazione di nuovi che possano mantenere e recuperare gli animali non più utilizzati dai circhi.

La Lav chiede che a fronte dell’abolizione dell’utilizzo degli animali nei circhi, vengano predisposte delle misure di sostegno al circo “umano”, ovvero quello senza animali: una forma di spettacolo apprezzabile e fonte di divertimento, condivisibile da tutti, che valorizza le abilità umane e il talento artistico, quali espressioni di attività volontaria e non coatta.