Salviamo gli alberi lungo le strade: scarica la guida di Legambiente

Legambiente ha redatto un manuale con tutte le informazioni utili a difendere le alberate nei nostri territori

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Secondo la normativa italiana gli alberi lungo le nostre strade sono destinati ad estinguersi: gli alberi invecchieranno e non potranno essere sostituiti. 

Quindi non sarà possibile realizzare piste ciclabili o sentieri naturalmente ombreggiati, né sostenere le scarpate franose con alberi, cespugli o arbusti. Andranno sostituiti da muraglioni in cemento.

A lanciare l'allarme è Legambiente, che ritiene invece le alberate stradali un patrimonio paesaggistico e ambientale e non un pericolo per la sicurezza stradale da abbattere definitivamente.

'Secondo uno studio inglese - sottolinea Legambiente -  gli alberi lungo le strade costituiscono un deterrente per i guidatori, che in loro presenza riducono la velocità media fra i 3 e i 5 chilometri orari, con un calo di collisioni del 20%'

Purtroppo in Italia vengono visti solo come un pericolo; si prenda il caso di Asti, dove nel 2013 hanno iniziato ad abbattere i tigli del viale storico di Montafia: fortuna che i cittadini si sono mossi per tempo, altrimenti non sarebbe rimasto nulla del viale alberato piantato dopo la Grande guerra in memoria dei caduti.

Una norma inadeguata può potenzialmente consentire questo scempio lungo tutto il territorio nazionale, spiega l'associazione ambientalista: 'il regolamento di attuazione del Codice della Strada (1992) impone ai privati di non piantare alberi fuori dai centri abitati ad una distanza dal confine stradale inferiore alla massima altezza che la pianta potrebbe raggiungere (30-40 metri per un pioppo bianco, 25-90 metri per un eucaliptus, 30-40 metri per un platano, 30 metri per un tiglio). La sentenza della Corte di Cassazione 17601 del 2010 ha stabilito che la regola applicabile ai privati vale anche per le alberate pubbliche. I pareri e le successive circolari del Ministero dei Trasporti si sono limitate a evitare temporaneamente l’eliminazione sistematica di tutti gli alberi, consentendone la permanenza solo se non pericolosi, malati o comunque fastidiosi, ma non consentendone il reimpianto'.

Ma la sicurezza sulla strada non passa dal taglio degli alberi: perché non ragionare sui limiti di velocità, sull'educazione stradale, sul dissesto delle vie di scorrimento, sulla scarsa illuminazione e sulla mancanza di guardrail? Tutte azioni che secondo Legambiente 'richiedono probabilmente maggiore sforzo e impegno rispetto all’abbattimento di un albero, ma che sicuramente avrebbero effetti meno devastanti sul paesaggio italiano e sulla natura che lo caratterizza. Per tutti coloro che vogliono aiutarci in questa impresa abbiamo redatto un manuale con tutte le informazioni utili a difendere le alberate nei vostri territori'.

A questo link è possibile scaricare il manuale "Salviamo gli alberi".

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a.po