Nuove ricerche sulle batterie a base di carta

I ricercatori stanno testando batterie biodegradabili a base di carta per migliorare le tecniche di accumulo monouso

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Non è la prima volta che ne sentiamo parlare: le batterie di carta sono il nuovo argomento di ricerca di molte aziende e istituzioni visto che potrebbero essere una nuova maniera di combattere la guerra contro i rifiuti elettronici.

Oltre a Fuelim, anche gli scienziati della Binghamton State University di New York hanno progettato delle batterie biodegradabili a base di carta. Si tratta di batterie per applicazioni monouso, a basso costo e a basso consumo, come i biosensori, che cercano di battere i limiti che, fino ad ora, hanno rallentato lo sviluppo di questo tipo di dispositivi, ovvero le basse prestazioni e la dubbia biodegradabilità.

Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista «Advanced Sustainable Systems», racconta che la batteria di Binghamton utilizza acido poliammidico e dianidruro-p-fenilendiammina polipiromellitico in una rete idrofila porosa di fibre di cellulosa e che questa tecnologia ha un rapporto potenza/costi molto più elevato rispetto alle batterie microbiche basate su carta precedentemente create.

La batteria biodegrada senza strutture speciali, condizioni o altri microrganismi e riesce a produrre fino a 4 microwatt di potenza e 26 microampere di corrente elettrica per centimetro quadrato.
Chiaramente, le batterie di litio non devono temere il confronto con queste biobatterie visto che non stiamo (ancora) parlando di un'alternativa, ma noi possiamo essere molto contenti di questi studi e di questa innovazione dato che ampliano la gamma di dispositivi in grado di immagazzinare energia, migliorando potenzialmente la flessibilità della rete elettrica.