Allergie da inquinamento: clima, diesel e disastri naturali peggiorano la situazione

L’inquinamento provoca malattie allergiche quali asma, rinocongiuntivite, eczema atopico e dermatite. A peggiorare la situazione cambiamento climatico, inquinanti dei motori diesel e disastri ambientali
Anche l’inquinamento porta le sue allergie. Smog, emissioni di particolato, inquinamento industriale: la nostra aria è piena di veleno che ogni giorno siamo costretti a respirare. Tra le conseguenze più lievi dell’esposizione continua all’inquinamento atmosferico vi sono le allergie.
Che l’inquinamento provocasse delle allergie poteva esser cosa nota e anche scontata, ma da qualche anno le allergie sono aumentate, così come i loro sintomi. Come mai? Ce lo spiega la World Allergy Organization, che ha evidenziato la relazione inquinamento-allergie sotto aspetti e luci ancora poco noti. L’inquinamento provoca malattie allergiche quali asma, rinocongiuntivite, eczema atopico e dermatite. Ma a peggiorare i loro sintomi e ad aumentare la loro frequenza e diffusione contribuiscono il cambiamento climatico, gli inquinanti rilasciati dai motori diesel e i disastri ambientali.
In particolare i cambiamenti climatici e le alte temperature hanno aumentato la quantità di pollini presenti nell’atmosfera, con conseguenze facilmente immaginabili. Gli inquinanti rilasciati dai motori diesel, invece, insieme ad altri elementi, producono un certo livello di infiammazione delle mucose, favorendo la penetrazione degli allergeni.
Anche i disastri ambientali sono responsabili delle allergie da inquinamento. Questi, soprattutto quando si tratta di alluvioni, aumentando il numero di spore fungine nell’aria, provocano un aggravarsi sia della frequenza sia della gravità delle malattie allergiche.
(gc)
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