Cosa fa la marijuana al cervello dei giovani?

Una nuova ricerca dice che fumare erba non ha effetti duraturi sulla memoria e l'intelligenza degli adolescenti

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A quanto racconta un nuovo studio, pubblicato sulla rivista «JAMA Psychiatry», la memoria e le capacità di pensiero degli adolescenti non sembrano essere così fortemente influenzate da un uso importante della marijuana, così come era stato precedentemente sospettato.

Dopo aver operato una valutazione dei dati di parecchi studi precedenti (per essere precisi: 69 studi trasversali su 2152 consumatori di cannabis e 6575 partecipanti di confronto, tutti tra i 18 e i 30 anni), gli studiosi hanno riferito che sebbene il continuo uso di cannabis possa essere associato a piccole riduzioni del funzionamento cognitivo, i deficit diminuiscono in maniera sostanziale subito dopo l'interruzione.
Sebbene negli studi inclusi non siano stati esaminati alcuni altri effetti (come le psicosi e la dipendenza), i risultati indicano che gli studi precedenti sulla cannabis negli adolescenti potrebbero aver sopravvalutato l'importanza e la persistenza dei deficit cognitivi associati all'uso – dopo 72 ore di astinenza, il deficit di memoria e di pensiero dei consumatori frequenti diminuisce al punto da risultare insignificante rispetto alla capacità intellettuale dei non utilizzatori.

I ricercatori hanno spiegato che lo studio non può ancora dire se fumare erba per decenni potrebbe portare a cali più profondi e più persistenti nelle capacità mentali – e infatti, il passo successivo dovrebbe essere proprio quello di analizzare questa parte –, ma intano, di certo, può dire che le differenze nelle abilità mentali tra gli utilizzatori frequenti e i non utilizzatori sono risultate essere non solo più piccole del previsto, sia che si trattasse di adolescenti che di giovani adulti, ma anche di destinate a svanire quando i ragazzi smettevano di fare uso di marijuana.