Infarto in corso? Lo dice un test superveloce

Basterà un semplice esame del sangue, ultrasensibile, per escludere con certezza il rischio infarto

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Diagnosi veloce e sicura. Per scoprire se è in corso un infarto basterà un nuovo test del sangue ultrasensibile: velocità e sicurezza per chi arriva al pronto soccorso con sospetto dolore toracico. L'esame, convalidato in uno studio su oltre 6300 persone condotto da Anoop Shah dell'Università di Edimburgo e pubblicato sulla rivista Lancet, tiene in considerazione le concentrazioni di una proteina già in uso per la diagnosi di infarto (la troponina cardiaca).

Cosa cambia rispetto al passato? Semplice, il test è ad alta sensibilità e ne rileva anche concentrazioni bassissime. I ricercatori, infatti, hanno individuato un valore soglia (5 nanogrammi per litro di sangue) al di sotto del quale la possibilità di infarto è molto bassa. Secondo Anoop Shah, infatti, basterebbe questo test per individuare 2 persone su 3 di quelle che, nonostante avvisino dolore toracico, non hanno in atto un infarto né sono a rischio di averlo nei successivi 30 giorni.

'Il dolore toracico è per i pazienti una frequente causa di accessi al pronto soccorso. Si stima che nel mondo ogni giorno numerosissimi pazienti riferisce al pronto soccorso per dolore toracico. Tra questi pazienti l’incidenza di sindrome coronarica acuta incide in circa 1-2 paziente su 10. Il medico di pronto soccorso deve essere quindi in grado di individuare subito tra questi pazienti quello che ha la sindrome coronarica acuta in modo che possa trattarlo immediatamente perché nell’infarto miocardico una diagnosi immediata porta ad un trattamento immediato con importanti vantaggi per la vita del paziente. A tale scopo l’uso del biomarcatore troponina è di grande aiuto clinico perché se positiva diagnostica l’infarto. Negli altri 8-9/10 casi dove il dolore toracico in Pronto Soccorso non è invece riferibile ad un infarto miocardico acuto, finora non era possibile escludere immediatamente il rischio di sindrome coronarica acuta; questi pazienti venivano quindi trattenuti in pronto soccorso per essere sopposti ad ulteriori esami che si basavano su ripetuti elettrocardiogrammi e su prelievi di troponina', ha commentato la novità Salvatore Di Somma, Professore di Medicina d’Urgenza Università la Sapienza di Roma e Direttore Unità Operativa Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso - Ospedale S. Andrea.

 

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