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Meglio pandori e panettoni classici rispetto a quelli farciti. Ecco perché

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La biologa ci consiglia di seguire la ricetta classica, e non è solo una questione di calorie

Pandoro e Panettone sono tra i dolci natalizi più diffusi, anche a livello commerciale. Se ne trovano diverse varianti: ogni azienda propone, oltre alle versioni classiche, alcune “arricchite” da farcire particolari.

Ma, secondo i biologi dello studio Abr, nelle farciture presenti nei panettoni più ‘trendy’, c’è il rischio di trovare emulsionanti come l’E476 e altre sostanze dannose per la salute.

Sabina Rubini, biologa dello studio Abr esperta in Igiene e Sicurezza degli alimenti ha spiegato all’Adnkronos: “Attualmente troviamo nei vari supermercati piramidi costruite con panettoni e pandori che raccolgono svariati gusti e interpretano numerose ricette: farciti, glassati, con gocce di cioccolato, tipologia cassata siciliana, al pistacchio di Bronte, al tiramisù, che assieme ai prodotti classici lasciano al consumatore solo l’imbarazzo della scelta”.

Il consumatore quindi si pone la domanda: meglio il classico o la versione farcita?

“Da un punto di vista prettamente calorico non vi è grande differenza tra 100 g di pandoro classico (circa una fetta), pari a 369 Kcal, e uno farcito o glassato, che si aggira attorno alle 399 Kcal, ma il discorso cambia molto se lo si affronta da un punto di vista della sicurezza alimentare, osservando con attenzione in etichetta la lista degli ingredienti”. Il problema, secondo Rubini, non si riferisce tanto agli ingredienti di base, quanto piuttosto a quelli presenti nelle farciture di questi panettoni e pandori, che essendo alimenti non deperibili (presentano infatti in etichetta non una data di scadenza, ma un termine minimo di conservazione), per essere conservati a temperatura ambiente e mantenere tutte le loro caratteristiche organolettiche “necessitano purtroppo di svariati ingredienti”.

“Nella lista, specifica per la farcitura – prosegue Rubini – possiamo così osservare la presenza non solo di addensanti e di conservanti, ma anche di grassi vegetali che, se pur non idrogenati, sono molto spesso di scarsa qualità; di emulsionanti come l’E476 e conservanti come l’anidride solforosa (SO2) che, se in dosi superiori al giusto quantitativo, possono indurre allergie in soggetti suscettibili; per non parlare infine dei coloranti, alcuni dei quali rischiosi in quanto portatori di nausea, iperattività, insonnia (quindi sconsigliati per i bambini) e allergie”.

Perciò “il panettone o il pandoro classico risultano certamente consigliabili, come del resto i prodotti biologici che ormai alcune marche hanno lanciato da qualche anno sul mercato”, che “in più prevedono come valore aggiunto che gli ingredienti (uova, latte, farine e quant’altro) siano di produzione biologica certificata. Un discorso a parte meritano invece i prodotti da forno gluten free che solo da poco tempo, grazie a una deroga alla normativa vigente, possono essere definiti panettoni e pandori”.

E se non vogliamo mettere su troppi chili ricordiamoci che una fetta di pandoro è quasi equivalente a un piatto di pasta condito. Per questo è meglio consumarli a colazione e non dopo cena o dopo pranzo. Godersi cene e aperitivi senza ingrassare è possibile, basta fare un po’ di attenzione

 

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dieta, pandoro, Panettone, salute

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