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Olio: Italia detiene 20% della produzione comunitaria

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Il settore olivicolo italiano detiene una quota pari al 20% della produzione comunitaria

 

 

Arriva, al vertice di Unaprol, il più grande consorzio europeo di imprese olivicole tutte italiane, David Granieri, membro della giunta Coldiretti, presidente regionale del Lazio e della federazione dell’organizzazione agricola di Roma, che succede nell’incarico di presidente a Massimo Gargano che lascia la presidenza del consorzio olivicolo italiano dopo otto anni.

Unaprol opera in armonia con la legislazione nazionale e comunitaria e nel rispetto della normativa COI (Consiglio Oleicolo Internazionale). In base ai dati elaborati dall’osservatorio economico di Unaprol risulta che la produzione mondiale di olio di oliva, (3milioni di tonnellate circa), si concentra nell’Unione europea che registra un livello produttivo pari a circa 2,3 milioni di tonnellate e mostra una progressione del 58% rispetto alla campagna 2012/2013.

L’Italia detiene una quota pari al 20% della produzione comunitaria. L’olivicoltura italiana si estende su una superficie di 1.123.330 ha, con un numero di aziende agricole che sfiora le 900.00 unità. I consumi a livello mondiale mostrano stabilità (circa 3 milioni di tonnellate). Le aree di consumo più importanti sono l’Europa con il 57% e gli Stati Uniti D’America con il 10% del totale. Nel Paese operano, secondo i dati  Agea riferiti a giugno 2013, circa 3760 frantoi attivi. La produzione nazionale della campagna 2013/2014, in base alle previsioni Ismea, dovrebbe attestarsi intorno alle 480 mila tonnellate (-8% rispetto alla precedente). Per gli scambi con l’estero alla fine del 2013 la bilancia risulta attiva con +151 milioni di euro. A giugno 2014, secondo i dati forniti dal Mipaaf il settore presenta la seguente situazione: produzione 465mila ton.; import 593mila  ton.;  export 354mila ton.; consumi 699mila ton.. Il 76% delle vendite made in Italy all’estero appartiene alla categoria degli oli di pregio (vergini+extravergini). I principali mercati di sbocco sono rappresentati da Usa e Germania; ottima anche la posizione del Giappone. Per le Dop l’Italia con 43 denominazioni (42 Dop e 1 Igp), detiene il 38% delle designazioni di origine dei marchi europei. Segue la Grecia con 29 e la Spagna con 27. Per le produzioni Bio, il 14% delle superifici Bio, pari a 164.488 ha, sono appannaggio dell’olivicoltura e la produzione di olio biologico risulta maggiormente concentrata in Puglia (33%), Calabria (30%) e Sicilia (11%).

 

 

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