Riportare alla vita le piante degli «stagni fantasma»

Gli scienziati londinesi vogliono far rivivere la flora conservata sotto i cosiddetti «stagni fantasma» scovati in un recente studio

Grazie alla ricerca condotta da un team scientifico della UCL (University College London) si sono scoperte delle piante che ce l'hanno fatta anche se erano state avvolte e sommerse da strati di materia organica e acqua. Queste piante, considerate estinte, si sono conservate in habitat nascosti, al di sotto degli «stagni fantasma», ovvero stagni che sono stati riempiti con terreno e vegetazione ma non completamente svuotati dal liquido. 

Quello che si è scoperto è che questi stagni potrebbero rivelarsi decisivi nel ripristinare gli ecosistemi perduti e che potrebbero persino essere la chiave per riportare alla vita le specie di piante ormai estinte.

A uno sguardo non esperto, non è facile riconoscere questi potenziali tesori di ricchezza ecologica: essi si manifestano come zone umide di terra, su cui le piante hanno difficoltà a crescere, con un suolo che può apparire scolorito in contrasto con il terreno attorno ad esso. Gli «stagni fantasma» di solito vengono creati dagli agricoltori che li riempiono di piante e terra per rendere il terreno più arabile; non venendo drenati, però, questi diventano luoghi per la sopravvivenza di semi, a volte vecchi anche di 150 anni.

I ricercatori della UCL, adesso, hanno analizzato mappe e registrazioni storiche al fine di rintracciare gli «stagni fantasma» di maggiore interesse. Hanno spiegato che il termine «fantasma» gli sembrava il più giusto per suggerire una forma di vita che è ancora in agguato nonostante sembrasse estinta.

Da tre siti del Regno Unito, la squadra ha finora recuperato e ripristinato otto diverse specie di piante e, adesso, i ricercatori stanno sollecitando i gruppi di conservazione e i responsabili politici a concentrarsi maggiormente sugli «stagni fantasmi» e sul loro ruolo nel restauro ecologico.

 

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