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E se fossero alcuni microbi di nuova evoluzione a mangiare la plastica degli oceani?

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Negli oceani c’è molta plastica, ma meno del previsto. Alcuni microbi hanno iniziato a mangiarla? 

L’inquinamento di plastica nei nostri oceani è un enorme problema ambientale. Come documentato da uno studio recente, attualmente ci sono circa 5,25 trilioni di pezzi di plastica, del peso di 269.000 tonnellate, ad inquinare i nostri oceani. Numeri davvero preoccupanti che raccontano di un problema in continua crescita che incide sulla vita della fauna marina provocando difficoltà, terribili morti ed estinzioni.

Sono molti i metodi che vengono costantemente studiati, inventati e brevettati per alleviare il problema, sono molti i progetti che mirano alla pulizia totale degli oceani, eppure la questione resta gigante. Tra questi, è entrato anche un nuovo punto di vista che sposta l’attenzione dentro l’acqua, teorizzando la possibilità di un microbo marino evoluto, mangia-plastica, che possa combattere l’inquinamento.

I ricercatori hanno cominciato a notare che, in alcuni studi, la plastica che veniva registrata era in quantità molto minore a quella che avrebbe dovuto essere secondo le ipotesi di aumento previsto: ne mancava almeno il 90%. Analizzando più da vicino si sono resi conto – e ne hanno scritto sulla rivista Frontiers in Ecology and the Environment – che siccome il merito non era degli sforzi umani, doveva esserci un’altra ragione che molto probabilmente aveva a che fare con degli organismi marini.

Si tratta ancora solo di teoria, ma i ricercatori sono al lavoro per arrivare ad una conclusione solida. Il punto è che visto che i nostri oceani sono ormai da tempo impantanati in questa situazione è assolutamente fisiologico che alcune specie di microbi abbiano iniziato ad evolversi per adattarsi meglio all’ambiente e quindi sono proprio loro che potrebbero aver contribuito a eliminare la plastica, mangiandola.

Anche se non dovesse essere questa la spiegazione e magari la plastica mancante non è veramente «mancante», è stata solo sminuzzata in pezzi o portata più a fondo da altri organismi marini, una cosa è certa: pensare che nell’evoluzione degli organismi causata da questo dramma ambientale ci sia la stessa soluzione al problema stesso è un punto di partenza davvero interessante.

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oceani, plastica

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