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Vestirsi con una buccia di banana

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Agraloop converte gli scarti alimentari in fibre per la creazione di vestiti sostenibili

La Agraloop Bio-Refinery è una nuova tecnologia sviluppata dalla società di scienza dei materiali Circular Systems che è in grado di trasformare i rifiuti alimentari – come foglie di ananas, bucce di banana e residui di canapa in fibre naturali – in fibre che possono essere tessute, diventando abiti. 

I materiali di rifiuto menzionati, oltre alla canna da zucchero e ai gambi di lino, potrebbero generare fino a 250 milioni di tonnellate di fibre ogni anno se lavorati attraverso Agraloop, soddisfacendo la domanda globale di fibre di due volte e mezzo in più rispetto al necessario.
Se gli agricoltori acquistassero i propri sistemi Agraloop potrebbero guadagnare un reddito extra dalla creazione di fibre naturali e sostenibili, visto che si tratterebbe di recuperare materiali che altrimenti potrebbero essere usati solo per fare il compost.

La cosa molto interessante di Agraloop è che, per quanto sia una tecnologia innovativa, in realtà rispetta dei valori molto presenti nel passato del settore della moda, dove la quasi totalità delle fibre utilizzate per produrre gli abiti venivano da fonti naturali; sarebbe un ritorno a una forma industriale molto più sana di quella odierna, una mossa necessaria in un momento in cui sono in molti a chiedere una riforma del sistema, dalle sue pratiche di lavoro al suo impatto ambientale.

Insomma, Agraloop potrebbe essere una soluzione, visto che darebbe la possibilità di far partire uan specie di azione collettiva molto veloce che, tra l’altro, farebbe tornare il guadagno nelle mani dei locali – un passo di sostenibilità che, alla fine dei conti, sarebbe vantaggioso sia per l’ambiente sia per coloro che cercano di ottenere un profitto.

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banane, scarti, scarti alimentari, vestiti

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