Molti casi di "demenza" sono in realtà effetti collaterali di farmaci

A rivelarlo, uno studio divulgato dall’Alzheimer’s Association

Sono più di cinque milioni le persone in America che vivono con l'Alzheimer e si prevede che tale numero raggiungerà i 16 milioni entro il 2050. L’alzheimer è la sesta causa di morte nella nazione: uccide più americani del cancro alla prostata e del cancro al seno messi insieme.

Questo, però, è solo una delle possibili cause di demenza ed è responsabile solo del 50-70% dei casi. Un uso improprio della terminologia, infatti, sta portando un po’ di confusione. La verità è che i casi di demenza sono tantissimi e stanno aumentando.

Secondo un rapporto dell’Università di Harvard, “i comuni farmaci potrebbero essere colpevoli del declino mentale”. Con l’invecchiamento del corpo, il fegato e i reni diminuiscono la loro efficienza, faticando a metabolizzare ed eliminare i farmaci. Questo fa si che si accumulino nel corpo, dando diversi effetti collaterali

I farmaci incriminati sono: antidepressivi, antiansia, sedativi, corticosteroidi, narcotici, antistaminici, farmaci cardiovascolari e anticonvulsivanti. Uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine ha correlato l'uso di farmaci popolari come il Benadryl e altri farmaci anticolinergici con esordio della demenza. Secondo i ricercatori, i pazienti che hanno assunto questi farmaci per tre anni o più hanno avuto il 54 percento di possibilità in più di sviluppare il disturbo.

Anche alcuni vaccini, contenenti mercurio, potrebbero esserne la causa. Uno studio pubblicato nel Journal of Alzheimer's Disease ha messo in luce che l'esposizione al mercurio, presente anche in alcuni vaccini, potrebbe produrre molti dei cambiamenti che si osservano nei pazienti con malattia di Alzheimer, tra cui funzionalità cognitiva compromessa, memoria e confusione. Lo stesso vale per l’alluminio.

 

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