Energia dal mare, l'Enea: in Italia si puo' fare

Una due giorni di incontri organizzati dall'Enea per fare il punto su un'energia rinnovabile non tanto conosciuta ma che promette molto bene. Nel mondo sono in corso investimenti importanti, come l'esempio scozzese delle isole Islay. In Italia lo Stretto di Messina e il Tirreno sono ideali

In pochi la conoscono ma già promette molto. E’ l’energia che si può ricavare dal moto ondoso delle correnti e delle acque marine. Nei prossimi anni nel mondo si investiranno cifre considerevoli, si arrivano a stimare 1,2 miliardi di dollari tra il 2011 e il 2015.

Nel Nord Europa, in Scozia per esempio, ci sono alcune isole dove l’energia del mare sta diventando fonte di approvvigionamento: tra l’isola di Islay e l’isola di Jura, così come nelle Isole Orcadi. In totale si pensa di installare 10 Mw (40 milioni di sterline di investimento) per dare energia a circa 10 mila abitazioni.

In Italia ora l’Enea ritorna sul tema con una due giorni che ha organizzato a Roma dal titolo che è un tutto un programma: ’Prospettive di sviluppo dell’energia dal mare per la produzione elettrica in Italia’. Dal mare, secondo Enea, si potranno ricavare tra i 20.000 e i 90.000 Twh all’anno, e lo stesso Ente nazionale per l’energia e l’ambiente sta preparando per la fine dell’anno una mappa dei siti che meglio sono adeguati alla produzione di questa energia, tra cui la costa tirrenica e lo Stretto di Messina, da sempre sede di questo tipo di esperimenti.

Sarà anche meno conosciuta delle altre energie rinnovabili, quali l’eolico, il fotovoltaico, le biomasse e la geotermia, ma presto sentiremo parlare anche dell’energia delle correnti marine. Siamo appena all’inizio. (mig)

 

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