Produrre energia dall'asfalto bollente? Si puo'!

K. Wayne Lee, professore nel Rhode Island negli Stati Uniti, ha le idee molto chiare sul futuro energetico delle città, anche se la green economy di Obama potrebbe essere riveduta e corretta dalle pressioni dei Repubblicani. Il professor Wayne Lee, che insegna ingegneria civile e ambientale, prevede che i marciapiedi, le barriere New Jersey, i fiumi di asfalto delle città americane potrebbero essere presto sfruttare per produrre energia, grazie a vecchie e nuove tecnologie quali celle solari flessibili di prossima generazione e strade usate come pannelli solari termici per produrre acqua calda. Noi abbiamo chilometri e chilometri di asfalto e marciapiedi in tutto il paese, e in estate questo sistema assorbe una grande quantità di calore, riscaldando le strade fino a 140 gradi o più - dice il professore - Se riusciamo a raccogliere questo calore, si potrà poi utilizzare per il nostro uso quotidiano, risparmiare sui combustibili fossili e ridurre il riscaldamento globale. E allora il suo team ha già un paio di soluzioni molto americane. Ad esempio tappezzare la parte superiore dei Jersey di pannelli solari (e addirittura la striscia che separa la barriera dall’asfalto), affogare tubi pieni d’acqua nell’asfalto per evitare il ghiaccio d’inverno e scaldare l’acqua per usi civili nei periodi più soleggiati (e bollenti), usare vecchi principi fisici dei semiconduttori per produrre corrente dalle differenze termiche ambientali. Ovviamente le idee del team dell’Università del Rhode Island sono molto buone ma potrebbero valere solamente per quegli Stati che non hanno la vergogna della Salerno - Reggio Calabria né il cemento (e l’asfalto) depotenziato in mano alla criminalità organizzata.

 

 

 

 

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