Perché la nostra vista è più acuta all’alba e al tramonto?

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Uno studio tedesco spiega perché il cervello cambia il modo in cui interpreta i segnali visivi nell’arco della giornata

Christian Kell, autore dello studio e neuroscienziato presso il Dipartimento di Neurologia Cognitiva della Goethe University di Francoforte, ha spiegato che il nostro cervello è sempre al lavoro, ma all’alba o al tramonto questa attività di background si interrompe nella corteccia visiva. Grazie all’eliminazione del rumore di sottofondo, la corteccia visiva umana è in grado di concentrarsi sulla percezione di ambienti e oggetti scarsamente illuminati. Ecco perché possiamo vedere meglio, nonostante i bassi livelli di luminosità.

Sono stati presi in esame 14 uomini, ai quali è stato chiesto di individuare una debole croce arancione lampeggiante su uno sfondo nero, in diversi momenti della giornata. I soggetti hanno svolto il compito con maggior successo alle 8.00 e alle 20.00, fallendo maggiormente (3 errori su 33) alle ore 14.00, quando c’era un picco di luce naturale.

Secondo i ricercatori, si tratta di un meccanismo ereditato dai nostri antenati, che avevano bisogno di una vista migliore durante l’alba e il tramonto per evitare i predatori. Per non alterare il ritmo circadiano, i partecipanti non sono stati svegliati all’alba, ma i risultati raccolti alle 8.00 bastano ad avvalorare questa tesi.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

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